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La Madonna “Do Ciccioin” all’Acquasanta. Domani alla processione la cassa processionale dell’oratorio di Palmaro

La Casaccia di Pra’ chiude le processioni al Santuario. La Casaccia dell’Assunta è famosa per la sua cassa processionale, la cui statua della Vergine ha il tipico crocchio (il ciccioin) delle popolane liguri, rendendo questa icona una delle più suggestive e apprezzate dai fedeli


Domenica 15 settembre si chiudono le tradizionali processioni al Santuario di N.S. dell’Acquasanta con la Casaccia di Pra’. L’Arciconfraternita dell’Assunta, già dal medioevo, compiva il tradizionale pellegrinaggio. Un tempo carri e carretti dei contadini partivano trainando con sé le persone e anche tutto il necessario per passare una giornata con tutta la comunità, condividendo sui prati ripieni, frutta, vino delle colline e non solo.

Oggi è una delle processioni più frequentate dalla popolazione locale ma anche dai curiosi e dai turisti.

Assieme alla cassa saranno portati i crocifissi processionali dell’Arciconfraternita tra i quali il “Vecchio”, il più antico presente nell’oratorio, e il “Moro” recentemente rinnovato su iniziativa dei cristezzanti più giovani. Oltre ai Cristi praesi, o “praini”, saranno presenti anche altri crocifissi provenienti da altre parti della regione. Tra questi il celebre “Ruta” della Confraternita dell’Annunziata di Camogli. Saranno presenti inoltre i crocifissi di Mele, anche con quello dei bambini, il “Belforte”, il “San Geminiano” e il “Fiorino” che è stato realizzato su spinta dei ragazzi più giovani del medesimo borgo, realizzato dallo scultore Ezio Garbarino e da alcuni confratelli di Pra’.



Si parte alle 9:00 da Palmaro per raggiungere il Santuario dell’Acquasanta attorno alle 10,00 dove i Cristi procederanno con la salita alla Scala Santa ai piedi della quale sorge la Cappella dell’Apparizione dalla quale la cassa processionale procederà la difficile ascesa sui trentatré gradini sino all’altare dell’Ecce Homo. Dopo una pausa in cui la comunità condividerà il pranzo tra i confratelli, la processione riprenderà verso Pra’ con una suggestiva chiusura serale.

Foto di Carmelo Calabria

Da secoli le processioni al Santuario non si sono mai interrotte. Acquasanta è sempre stato un punto di riferimento per le popolazioni locali, soprattutto fatte di contadini e pescatori che si recavano dai borghi costieri e dall’entroterra sino a questo luogo. Hanno preceduto Pra’, le confraternite di Voltri, Crevari e Mele.

Questo calendario, che dalla fine di luglio riempie le domeniche del santuario, è considerato non solo un tesoro per la storia etnografica del territorio ma un vero e proprio segno di continuità concreto con il passato che si rinnova costantemente con nuove giovanissime leve che succedono ai vecchi Cristezzanti. Sarà inoltre l’occasione per salutare Padre Giuseppe Myladoor, rettore del Santuario, che dopo quest’ultima processione ad Acquasanta, lascerà il Santuario dopo anni di gestione che hanno visto mantenere vivo il sito, il Museo dei Presepi e ha visto rinascere la festa di luglio grazie al gran numero di volontari e grazie al suo sostegno, entusiasmo e disponibilità.

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